Cambiamento vuol dire felicità PDF Print E-mail
Written by ema   
Friday, 18 April 2008 22:58

Sviluppando la consapevolezza e rendendoci conto che tutto cio' che accade nella nostra vita è regolato da un principio fondamentale di causa-effetto, si puo' sperimentare come la vita sia un po' la storia dei nostri stati d'animo e quindi, conseguentemente , quello che sembrava frutto del destino o del caso, assume una spiegazione piu' logica e chiara e quasi sempre sconvolgente.

Il nostro umore,la nostra energia,si spostano continuamente ogni singolo istante su e giu' per la scala dei nostri stati d'animo.

Per visualizzare e capire meglio come essi lavorano,pensiamo alle catene elicoidali del DNA:praticamente ogni stato d'animo comprende simultaneamente tutti gli altri cosicchè al solo cambiamento di un singolo pensiero,situazione o emozione , si ha la manifestazione dello stato d'animo corrispondente mentre tutti gli altri continuano ad esistere in forma latente,in attesa di manifestarsi in qualsiasi istante,appena stimolati.

Si può affermare quindi che il nostro stato d'animo è generato da una dinamica e continua autoriconfigurazione della catena della condizione vitale.

E' sottinteso che la percezione della realta' e di noi stessi è vincolata dallo stato d'animo in cui ci troviamo in quel momento.
Se siamo in un giardino ,vediamo tutte le varietà di piante,fiori e colori tutt'intorno a noi;se saliamo al primo piano della casa, ne vedremo forse anche i confini;se saliamo al terzo piano ci renderemo conto di abitare in un quartiere;se arriviamo fino all'attico potremo capire di abitare in una certa città ,grazie alla vista di monumenti o particolari costruzioni in lontananza.

Se infine prendiamo un aereo avremmo sicuramente una concezione del nostro habitat ancora più allargata.
Più alta è la nostra energia, più chiara e profonda è la percezione della nostra vita e del nostro ambiente : vita e ambiente sono inseparabili.

Con la nostra mente oscurata invece distinguiamo vita e ambiente come elementi separati che eventualmente interagiscono,benchè oggi alcune discipline come l'ecologia,tentino di afferrarne l'unitarietà. In realtà, individuo e ambiente costituiscono essenzialmente un'unità,tanto che l'energia dell'uno diventa automaticamente l'energia dell'altro.

Il fatto di non sentire normalmente questo senso di appartenenza,ci porta spesso ad isolarci dalle persone e dalla vita,creando delle cause e dei presupposti per la tristezza e l'alienazione . Non a caso quel proverbio che recita più o meno così :ridi,e il mondo riderà con te,piangi e piangerai da solo.
Ciò che accade materialmente fuori di noi è la conseguenza di ciò che è gia accaduto dentro di noi a livello spirituale.

Un pensiero è un'unità spirituale potentissima;una volta che è stato assimilato,sviluppato e determinato,diventerà un'altra coordinata,un altro punto nello sviluppo della nostra storia. La sua interfaccia materiale,la sua manifestazione nel mondo di tutti i giorni,non seguirà le ferree direttive della logica,ma si manifesterà in relazione di particolari circostanze esterne,come un seme che aspetta di fiorire.
La direzione e la rotta della nostra vita dipende dunque da cio' che profondamente desideriamo, dobbiamo diventare consapevoli che i nostri desideri sono fondamentali per capire chi siamo. Non tanto quelli che vogliamo credere reali quanto quelli più genuini e potenti che ignorano i nostri trucchi e le nostre giustificazioni e che arrivano dalla profondità del nostro essere."Se un bisogno è genuino sarà soddisfatto" (Henry Miller)
Una persona che ha forti desideri ha sicuramente una forte passione per la vita:se c'è vita ci sono desideri,più o meno essenziali.

I desideri sono il motore delle nostre azioni,il nutrimento della nostra mente:è per questo che sono così importanti per la nostra felicità o il nostro tormento;ma la cosa forse più fondamentale da tenere sempre in consapevole attenzione è il fatto che ogni momento stiamo ponendo delle cause per la nostra vita futura e che se non lavoriamo per far arrivare cio' che amiamo,dobbiamo poi amare quello che arriva.

Spesso mi sono trovato a dire:< A questo punto non mi resta che cambiare la testa..!
In effetti per cambiare la propria vita basterebbe solo trasformare il nutrimento della propria mente...
La mente e l'idea che ci facciamo delle cose e delle persone sono la vera causa dei nostri problemi.

Finchè viviamo nel campo della mente,ci saranno sempre complicazioni e problemi;questo è tutto ciò che sappiamo.
La mente è sensazione,è il risultato dell'accumularsi delle sensazioni e delle reazioni,e qualunque cosa essa sfiori,è destinata a creare infelicità e confusione,una sequenza incessante di problemi,un intoppo al qui-e-ora.
La mente è qualcosa di estremamente superficiale,ma per generazioni e generazioni noi abbiamo dedicato le nostre vite e continuiamo a dedicarle a coltivare la mente, rendendola sempre più intelligente,più sottile,più astuta, più disonesta.Al di là di una pragmatica elaborazione e della concettualizzazione dei dati provenienti dai nostri primi 5 sensi o coscienze, purtroppo spesso la mente sceglie su quale pensiero o desiderio far ruotare la propria attività e le nostre idee,illudendoci che quella che percepiamo sia la realtà,ma in effetti stiamo vivendo fortemente condizionati dalla nostra storia personale.
Fortunatamente la nostra potenzialità di vedere la vita nella sua verità rimane intatta dentro di noi.

Il più grande limite della cultura occidentale, è sempre stato quello di considerare la vita in un modo binario:vita-morte,corpo-spirito,bene-male: se c'è uno vuol dire che l'altro manca o è fuori,anzi riesco a definire qualcosa proprio grazie alla mancanza del suo esatto contrario.
Da qui l'errata concezione di raggiungere la verità eliminando la parte non voluta..Facile no?
Voglio il paradiso?Metto da parte il mondo terreno con le sue delusioni e i suoi quotidiani problemi e mi ritiro in meditazione solitaria.
Desidero fortemente qualcosa e poi non l'ottengo? Bene,per eliminare la sofferenza del rifiuto elimino il desiderio.
Invece si dovrebbe a vedere la vita in un modo integrato:se c'è vita sicuramente c'è morte, l'unità degli opposti formano la realtà.
Un foglio di carta è formato da una parte che sta sopra e una parte che sta sotto. Se manca una parte è chiaro che non avremmo il foglio di carta....
Tutto quello che accade in natura,dal più piccolo virus al movimento dei pianeti,secondo le ultime scoperte scientifiche non si crea o si ottiene,ma si manifesta in funzione di particolari condizioni e parametri.
Il fatto che non si verifichi l'evento non significa che non esiste o non c'è più,ma che esiste in forma latente,in attesa di manifestarsi.
Questo si può applicare quindi anche per i desideri che non spariranno,ma si riveleranno nella loro vera natura per ciò che sono.
Alzando il nostro stato vitale e purificando la nostra percezione ,i desideri si ripresentano in ordine diverso per priorità,importanza e valore.

Spesso si possono rivelare come fissazioni che nascondono aspetti e parti di noi stessi che non vogliamo vedere o affrontare,schemi mentali che ormai ripercorriamo da tempo perchè è difficile sfidarsi... per risvegliarci e sentire che la nostra parte più profonda e eterna è sempre presente dentro di noi.
In qualche modo,nelle nostre mani è la scelta di vivere l'energia di cui siamo costituiti in un modo puro o in un modo impuro; lasciarla fluire liberamente con la nostra gioia o interromperla rigidamente con le nostre paure e illusioni.Tutti noi sperimentano una vasta gamma di sentimenti e di emozioni. Talvolta proviamo una sensazione di vuoto,di inutilità,oppure un sentimento di solitudine e di isolamento. Talvolta abbiamo meravigliose sensazioni di gioia e di pienezza . Perchè nascono questi sentimenti di vuoto,di tristezza e di solitudine?

Qualcuno ha risposto così....

Perchè ci accusiamo e rimproveriamo di sprecare il tempo senza costruire o concludere nulla.
Ci preoccupiamo e ci tormentiamo quando perdiamo tempo oziando.
Poichè non abbiamo utilizzato l'energia a nostra disposizione,questa rimane rinchiusa nei nostri corpi.
Noi possediamo infinite capacità che devono essere utilizzate.
Quando le impieghiamo,produciamo effetti su noi stessi e sull'ambiente circostante attingendo a una illimitata energia:questa è la ragione fondamentale per cui viviamo.
Noi abbiamo il dovere di utilizzare la nostra energia esercitando un'influenza positiva sulle persone attorno a noi,sulla società e sul paese.
E' importante che questa energia non sia usata soltanto per noi,ma per il bene di tutti.
Se l'umanità ne viene arricchita,se il nostro lavoro è utile alla società e rende felici molte persone,non saremo mai assaliti da sensazioni di tristezza,di solitudine o di vuoto.
Se trascorriamo invece le giornate nell'apatia,senza compiere nessuno sforzo,nemmeno per noi stessi,la coscienza ci rimorderà.
Ci diremo: Non ho combinato niente tranne mangiare.Sono disgustato di me stesso.Sono un buono a nulla.Perchè vivo?
Siamo convinti che la nostra vita sarà migliore quando saremo sposati,quando avremo un primo figlio o un secondo.
Poi ci sentiamo frustrati perchè i nostri figli sono troppo piccoli per questo o per quello,e pensiamo che le cose andranno meglio quando saranno cresciuti.
In seguito siamo esasperati per il loro comportamento di adolescenti. Siamo convinti che saremo più felici quando avranno superato questa età.
Pensiamo di sentirci meglio quando il nostro partner avrà risolto i suoi problemi,quando cambieremo l’auto....quando faremo delle vacanze meravigliose,quando non saremo più costretti a lavorare,quando qualcosa cambierà...
Dovremo sempre affrontare delle difficoltà di qualsiasi genere.Tanto vale accettare questa realtà e decidere di essere felici,qualunque cosa accada.
Per tanto tempo,ho avuto la sensazione che la vita sarebbe presto cominciata,la vera vita ma c’erano sempre ostacoli da superare strada facendo,qualcosa di irrisolto,un affare che richiedeva ancora del tempo,dei debiti che non erano stati ancora regolate....In seguito la vita sarebbe cominciata.
Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la mia vita...
Questo modo di percepire le cose mi ha aiutato a capire che non c’è un mezzo per essere felici,ma che la felicità è il mezzo.
Di conseguenza,gustate ogni istante della vostra vita,e gustatelo ancora di più perchè lo potete dividere con una persona cara,una persona molto cara per passare insieme dei momenti preziosi della vita,e ricordatevi che il tempo non aspetta nessuno....
Allora smettete di aspettare di finire la scuola,di tornare a scuola,di perdere 5 kg,di prendere 5 kg,di avere dei figli,di vederli andare via di casa....
Smettete di aspettare di cominciare a lavorare,di andare in pensione,di sposarvi,di divorziare....
Smettete di aspettare il venerdì sera,la domenica mattina,di avere una nuova macchina o una casa nuova....
Smettete di aspettare la primavera,l’estate,l’autunno o l’inverno....
Smettete di aspettare di lasciare questa vita,di rinascere nuovamente,e decidete che non c’è momento migliore per essere felici che il momento presente....
La felicità e le gioie della vita non sono delle mete,ma un viaggio.
Che scusa troveremo oggi per non essere felici?

Un pensiero per sempre:

Lavorate come se non aveste bisogno di soldi.
Amate come se non doveste mai soffrire.
Ballate come se nessuno vi guardasse.

 

Tiziano Terzani nel suo "Un indovino mi disse" scrive:

- quel che mi è sempre piaciuto del buddismo è la sua tolleranza,
l'assenza del peccato, la mancanza di quel peso sordo che noi
occidentali, invece ci portiamo sempre dietro e che è in fondo la
colla della nostra civiltà: il senso di colpa.
Nei paesi buddisti niente è mai terribilmente riprovevole, nessuno ti
rinfaccia mai qualcosa, nessuno ti fa mai una predica o cerca di
darti una lezione. Per questo sono paesi piacevolissimi e fanno sentire a
loro agio tanti giovani viaggiatori occidentali, in cerca appunto di
libertà.
Il buddismo ti lascia in pace, non ti chiede mai nulla, tanto meno di
diventare buddista.
[...]
C'erano scimmie cui mancavano le mani perchè un cliente aveva voluto
mangiare solo i palmi. La ferita era stata cauterizzata con ferri
roventi e la scimmia rimessa in gabbia ad aspettare urlando, che un
cliente le volesse mangiare, da viva, il cervello. [...]
"Nella prossima vita", dissi io, "le scimmie saranno i cuochi e i
cuochi saranno le scimmie, in quel ristorante".
"vedi, vedi", ribatte Dan. "Sei rimasto occidentale e cristiano, hai
bisogno di credere che da qualche parte c'è una giustizia. Per un
buddista non è così." Dovetti ammettere che dieci giorni di
meditazione, quel desiderio di fare i conti con i "cattivi" me l'avevavno
tolto.

 

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Last Updated on Saturday, 14 November 2009 13:24