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Lunedì 06 Luglio 2009 10:40

<< Le très bas >>

Ho pensato una cosa questa mattina …

ciò che serve nella vita, per , sono l’equilibrio e le risorse.

E’ un paradigma :

EQUILIBRIO – RISORSE

equilibrio per avere le risorse, risorse per l’equilibrio.





 << Les yeux de Dieu>>

Ho pensato una cosa questa mattina …

Ciò che è più importante ricordare quando parliamo di Dio, o … semplicemente lo pensiamo al nostro interno, non è l’AMORE ma sono la BONTA’ e la LIBERTA’.

Bontà e Libertà sono … inalienabili o delle nostre immagini particolari …

Bontà e Libertà non si possono disperdere nei nostri o nelle nostre azioni incomplete.

L’amore può essere anche una parola vuota, una bella scatola di matite colorate .. in qualche modo, sempre a disposizione nostra.

Bontà e Libertà fanno parte, invece, dello sguardo di Dio e … non risuonano se non mute, … non hanno parole che non siano di troppo e … vanno apprese.

Ecco dobbiamo imparare a pensare a Dio nella maniera , nel modo in cui Egli ci pensa.

Forse poi …, a quel punto, non sarà più necessario parlare d’amore in questo mondo

di apprendisti.



<>

Erano giorni come questi

i giorni in cui morivi

papà mio,

giorni in cui eri ricordato

ai margini,

giorni in cui l’inverno

voleva andarsene …

Compagni di lavoro

tanti ne hai avuti …

compagni di ogni giorno

dei tuoi giorni

senza spirituals,

senza canti.

Erano giorni così

i giorni in cui morivi,

giorni che si stiracchiavano,

più mobili di te sul tuo letto,

così

desiderosi di primavera

e di vita.

Erano così

i giorni in cui morivi,

con le giornate più lunghe

dai tramonti colorati,

crepuscoli rosei

ad annunciare lune piene

di sfolgorante bellezza.

Erano così i giorni

in cui morivi …

ma chi si ricordava di te

in quei giorni ?

Chi ti era accanto ?

Erano i giorni in cui tu,

papà, morivi.







<>

Luce e Tenebre,

Tabor e Calvario …







<>

Tutto esplode…

fuochi d’artificio antichi

misteriosamente silenziosi

in una notte di deserto

dove il mio sguardo

guarda.





<>

E si raccoglie

concavo il tuo dono.

Legame di spiritualità

indissolta, attingibile.

Tu … più vicino a me

di lui …

che sempre si mostra

per ciò

che crede d’essere.

Abbracciarti

è un attimo.



<>

Che cosa pensi tu

in un giorno di pioggia ?

Penso che verrà

il Sole

prima o poi.









<>

Mano sospesa,

pagina grezza.

… oggetti animati,

una pompa nel petto

rilancia

inchiostro vegetale.

Pulsa questo

di prospettive

matematiche

erba menta

e formiche … nere e grandi :

VISIBILI

come le comunicazioni che non comunicano.

Solletico immanente …

che si lascia scorrere

sul proprio Sé.

Ed ecco … gli interrogativi

le non risposte …

percolano

su una storia

che non è più piana

e non ha più spessore.

Sul palcoscenico …

il monologo continua.

Maschera …

Maschera che urla…

dramma di chi

si sente impazzire

e invoca

la chiave di violino

sul pentagramma slabbrato

di musica composta

da un sordo

che non esita

a gettarsi a terra

per sentirla …

ancora una volta,

VIBRARE.



<>

Seducente la tua corporeità

vicinanza prossima e distinta…

Seducente il tuo sguardo

che sfugge e ritorna a fissarsi

su di me … (dentro di me ?).

Calmo a declinarmi

su confini che, tu dici

non si discutono

a parole …

Così … non ci tocchiamo

e non riesco a distinguere

tra e

e … a dire

rimani solo tu.

Tu lo dici e io t’ascolto

e immagino stupende

le spinte del tuo corpo,

che non è contro di me.

Ma più taccio …

e mi , come esprimi tu

più mi sento spinta

dall’inimmaginabile :

l’anima tua, qui presente

a …

lasciandomi libera

senza lasciarmi sola.

Forse è fantasia, mi dico

e manca solo

la musica ad incalzare

le scene … Nulla so

se non ciò che sento

di più vivo e più forte :

questa tua anima

che mi spinge … anzi

.

Tu sei contento ?

Cosa vedo io ?

Due sconosciuti su una spiaggia

… NO, IL MARE

NON FA PAURA

Fa paura non andarci dentro ..

perché esso è forte, è più

di noi .. e ci contiene

e ci ridona come oggetti

portati a riva.



<>

Era pomeriggio per F. Nietzsche

morbido, autunnale.

Il sole desideroso

sulla panchina

ed io, più che a guardarti

a stringerti.

Cuore tremulo

di poeta

a disconoscersi

a dirti sì

che tutto è vanità

… modesta l’arroganza

di dirsi.

Eppoi .. anch’io

a lasciarti …

amico solo,

perché nulla d’umano

si trova

al di là del bene

e del male.

 

 

Ecco le opere di Ophelia.

Effetti personali

Poesie  

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Luglio 2009 11:31
 

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