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2 visitatori online| Turchese |
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| Martedì 09 Dicembre 2008 09:54 | |||||
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Una notte stavo parlando con una donna australiana,sedendo in una di queste pizzerie dove nessuno ti guarda e dove incontri quelle facce originali e un po’alienate che normalmente non hai modo di vedere in mezzo a tutti gli altri tacchini.Stavo giocherellando con un’oliva nera,stuzzicandola con la forchetta e intanto raccontavo la storiella dell’amante e del barcaiolo che mi fa sempre tornare indietro con gli anni. Non so poi come successe che ci trovammo a parlare della Cina e dell’utopia;che strano,una australiana che pensa e parla come una femminista tedesca imbevuta di idealismo come solo i teutonici sanno essere.E ancora una volta ebbi la conferma delle oggettive differenze che ci sono fra i vari popoli e di essere nato,mia sventura,nel paese più scocciante di tutti:l’Italia. Infilzai l’oliva e lei fece altrettanto con i suoi occhi turchese nelle mie deboli e artificiose costruzioni. Dunque,l’uomo nasce e si trova in un punto imprecisato della barca, a prua,a poppa,da qualche parte insomma,bene;ora lui ha due basilari possibilità di scelta:o si organizza nel suo quadrato a alzare le vele,lavare il ponte e parlare con i suoi compagni o comincia a girare qua e là per la barca per vedere cosa c’è a prua e come si vede il mare. Probabilmente scoprirà che c’è un modo diverso per cazzare le vele o una tecnica particolare per calare l’ancora e,quasi sicuramente quando tornerà al suo posto,si chiederà quale sia il metodo migliore e più efficace o forse solo più simpatico per governare la barca.Sarà invaso dal tarlo del dubbio scordandosi che la scelta è sempre folle,altrimenti non esisterebbe azione. La mia giovane amica fu alquanto attratta da questa similitudine e soprattutto dalla mia quasi totale mancanza di speranza. "I couldn’t live without hope"disse spaventata tra il fumo della sua sigaretta"what would you ask from life?"Pensai un attimo e replicai"Waking up every morning with a new dream". Sembrò soddisfatta ,mentre io stavo ripensando all’assurdità di tale affermazione visto che i miei sogni li avevo infranti uno per uno sistematicamente. E’ strano come lei mi guardava,se ci ripenso ora,come se non capisse la mia miseria esistenziale,la mia mancanza di attrazione nei suoi confronti,la mia quieta disperazione,come se un uomo non potesse mai ridursi in quello stato. Rividi come in un flashback impietoso tutti i volti,i nomi,le storie delle donne avute,momenti di sogno pagati ora a caro prezzo,avvinghiamenti spasmodici alla ricerca di un me che si sbriciolava in continuazione,uno strisciare disperato all’indietro a ritrovare il capo del filo ben saldo nell’utero. Mi persi in quel turchese come un bambino smarrito,le immagini si accavallavano senza ordine di tempo e spazio,come tante diapositive da luoghi e date diverse,spezzoni di films,illustrazioni di libri,facce e persone intraviste nella folla,mondi e situazioni sognati,alienazioni a comando... Finalmente seppi cosa fare:lo scrittore.Grazie mia giovane amica,che quella sera mi hai dato un po’ di follia...Il vino è finito,sto ancora fissando un punto imprecisato in quel turchese e mi sento così anonimo,piccolo,un sassolino sul mondo. Pace e leggerezza,non ho nessun tipo di responsabilità,non devo diventare famoso nè tantomeno lasciare la mia traccia,la barca naviga anche senza di me... Le opere di Garuda:
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Dicembre 2008 20:48 |




