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(fonte sito Kousmine) Il metodo Kousmine è basato sulle ricerche cliniche e sugli studi scientifici della dott.Catherine Kousmine, che ha dedicato la sua vita alla ricerca e alla cura dei malati. Non è medicina alternativa. È interamente fondato sui principi generali che hanno fatto grande la medicina occidentale classica: forti basi biochimiche, analisi scientifica del metabolimo in tutta la sua complessità, ricerca delle cause reali delle malattie, uso di tutti gli strumenti diagnostici e terapeutici che il progresso scientifico fornisce. Con in più una visione olistica dell'organismo, che è stata la ricchezza della visione classica della medicina e che è andata un po' perduta nella eccessiva frammentazione delle specializzazioni mediche moderne. In questi anni si è mantenuto in noi intatto lo stupore di fronte alla sua validità. È un metodo che si è rivelato efficace nel migliorare le risposte del sistema immunitario e quindi nel prevenire e combattere malattie autoimmuni (come la sclerosi multipla, la colite ulcerosa, il morbo di Crohn, la spondilite anchilosante, l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso, ecc.) o legate a squilibri dell’organismo, che sono difficilmente curabili con terapie tradizionali,ma che permette anche alle persone sane di prevenire le malattie e migliorare il loro stato di salute. Il metodo Kousmine non è solo un regime alimentare: è una terapia complessa che comporta un piano differenziato di interventi. Pur essendo un metodo medico/scientifico (la dott. Kousmine è stata un'accurata ricercatrice ed ha esercitato la professione di medico per tutta la vita) si differenzia profondamente dalla mentalità che oggi presiede alla pratica della medicina nel mondo occidentale. Normalmente la medicina convenzionale affronta la malattia come un evento a sé stante, indipendentemente dalla personalità, dallo stile di vita, dalle abitudini alimentari del malato. Conseguentemente la cura è sempre rivolta contro le cause specifiche immediate della malattia, spesso semplificate in agenti virali o batterici. Quasi mai si cerca di aumentare le difese naturali contro gli agenti patogeni; raramente si opera per consolidare lo stato di salute, il benessere psico-fisico della persona. Tutti sappiamo che invece la medicina orientale cura la persona anziché la malattia e tende perciò più alla prevenzione che a fare terapia quando la malattia è già in atto. Malgrado ciò ha avuto un successo storico nettamente inferiore della nostra medicina nella cura delle malattie più gravi. Il merito della Dott. Kousmine è stato quello di privilegiare l'aspetto preventivo e il rispetto della totalità della realtà umana, integrandolo però con la scientificità e le scoperte terapeutiche della medicina moderna. Ha ottenuto così di non perdere nulla delle conquiste scientifiche recenti, ma anche di scendere in profondità nelle cause delle malattie, con risultati più efficaci e duraturi. In particolare ha focalizzato la sua attenzione e i suoi interventi terapeutici sulla relazione tra alimentazione e salute, intuendo il rapporto profondo, spesso determinante, che c'è tra il modo di nutrirsi e lo stato di salute generale dell'organismo. Il metodo Kousmine non rifiuta l'impiego di farmaci né di nessuna delle normali terapie mediche; tende però a diminuirne la necessità (e quindi anche le conseguenze indesiderate) rafforzando il sistema immunitario del malato, che riesce perciò a combattere sempre più efficacemente gli agenti patogeni. Persino con terapie estreme e debilitanti come le chemioterapie, il metodo di cura Kousmine aiuta un recupero più rapido ed attenua i sintomi negativi della terapia.Seguiamo da almeno sette anni parecchie centinaia di malati che praticano il metodo Kousmine e siamo ogni giorno di più impressionati dall'efficacia del metodo. Viene allora spontanea una domanda: se il metodo è così efficace perché se ne parla così poco? Soprattutto perché così pochi medici lo consigliano?Voglio essere chiaro su questo punto, anche a costo di scontentare qualcuno. La dottoressa Kousmine è stata un'insigne ricercatrice, abituata a rigorosi parametri scientifici e a controlli continui di laboratorio. Eppure non ha sfondato il muro di indifferenza o di ostilità del mondo medico ufficiale. Bisogna dire che è accaduto a numerosi ricercatori del passato, il cui nome è oggi celebrato e i cui metodi sono di applicazione generale: potremmo anzi dire che è un po' una costante nella storia della medicina. Per il metodo Kousmine in particolare possiamo trovare una serie di chiare ragioni del silenzio ufficiale dei medici, soprattutto italiani: il principale metodo scientifico di verifica dell'efficacia di una terapia è quello della sperimentazione detta "a doppio cieco". Si selezionano cioè due gruppi di malati, divisi in modo totalmente casuale (random) e quindi analoghi tra di loro; al primo gruppo si somministra la terapia, al secondo gruppo un semplice placebo. Nessun malato sa se a lui venga effettivamente somministrata la cura e nemmeno il medico a contatto con il malato. Dal confronto dei risultati ottenuti si deduce l'effettiva efficacia della terapia. È evidente che il metodo Kousmine non può essere sottoposto a questo tipo di controllo: una terapia alimentare non può essere simulata da un placebo ed è anche troppo complessa e lunga per garantire un effettivo controllo, senza costi eccessivi. Stiamo comunque tentando con l'Università di Novara una validazione rigorosamente scientifica del metodo, che ci impegnerà per anni; le ricerche mediche sono costosissime: praticamente possono essere condotte solo da grandi ditte farmaceutiche. E nessuna di queste finanzierà mai controlli di validità su una cura che ha costi pressoché nulli e che porta alla diminuzione dei loro guadagni; lo stesso aggiornamento dei medici è in gran parte condotto dalle industrie farmaceutiche: sono loro che finanziano le riviste mediche, i convegni, i corsi di aggiornamento. Ci sono medici esemplari che si aggiornano coscienziosamente al di là dei canali più consueti: ma non sono molti. Anche per gli istituti di ricerca, legati a finanziamenti esterni perché i fondi statali per la ricerca sono bassissimi in Italia, sarebbe una politica suicida propagandare metodi in contrasto con gli interessi degli sponsor; infine, per le ragioni dette all'inizio, il metodo Kousmine è troppo diverso dalla normale pratica medica (malattia / farmaco) per essere facilmente accettato: è più comodo proseguire per strade consuete, senza rischi di critiche. Per questo troverete facilmente medici che, senza aver letto una riga dei libri della Kousmine, senza saper neppur bene in che cosa consiste il metodo, vi diranno che serve a poco e che non vale la pena di praticarlo. Informateli, con rispetto, che non sono aggiornati. Se però leggerete libri seri di ricerca scientifica, troverete con sorpresa che numerosi altri ricercatori sono giunti indipendentemente alle stesse conclusioni della Kousmine , talvolta senza neppure conoscerla: una conferma che la ricerca medica, quando è onesta e libera, giunge a straordinarie convergenze e a profonde sinergie.
Quando parliamo di METODO KOUSMINE noi parliamo, non di patologie congenite, ma di patologie autoimmuni o acquisite. Cosa vuol dire MALATTIA AUTOIMMUNE? Noi abbiamo un sistema di difesa anticorpale per cercare di neutralizzare tutti i batteri, tutti i virus, tutti i microrganismi patogeni che vengono a contatto, quotidianamente, con il nostro organismo. Dove principalmente? A livello cutaneo e a livello intestinale. La sola differenza è che la superficie cutanea è circa 2 m° , mentre la superficie intestinale è circa 350m°. Pertanto la quantità di patogeni intestinali , che vengono a contatto quotidianamente con il nostro sistema di difesa intestinale, è notevolmente sproporzionato rispetto a quello cutaneo. Dalla nascita il nostro sistema di difesa manda in avanscoperta, quotidianamente, i ‘soldatini’ più scalcinati nel nostro intestino (i LINFOCITI B) i quali ‘spareranno’ contro i patogeni presenti con dei ‘proiettili’ più o meno efficaci che sono le IMMUNOGLOBULINE (IGA IGG IGM), nella speranza remota di essere abbastanza efficaci. Lo saranno tanto di più quanto il PH intestinale sarà idealmente neutro (tra 6-7) cosa eccezionale di questi tempi in cui la nostra dieta è tutta votata all’acidità. I LINFOCITI T Se qualche patogeno passa la barriera intestinale, cosa che succede normalmente e tanto più facilmente quanto più il nostro PH intestinale è acido, il nostro sistema di difesa immediatamente manda nel torrente circolatorio i 'carri arnati' ( I LINFOCITI T) i quali tenderanno a bloccarli per evitare che si diffondano nel nostro organismo. Noi non nasciamo con i linfociti T. Il bambino comincia a produrli dopo l’anno di vita ; completamente verso il 6°-7° anno di età. Di linfociti T se ne formeranno uno per ogni batterio, uno per ogni virus, uno per ogni microrganismo patogeno. Per formarsi completamente ha bisogno di 6-7 gg.; ecco perché i bambini sino a 6-7 anni avranno sempre e frequenti episodi febbrili che dureranno in media 6-7 gg. Questo è il tempo che occorre ad un linfocita T per formarsi. La febbre è l’unico nostro sistema di difesa (‘cottura' dei patogeni circolanti ) in attesa che si formi il linfocita T specifico. Una volta formatosi distrugge il patogeno e ‘muore’ anche LUI, ma lascia in eredità un LINFOCITA TM o Tmemoria o T figlio che circolerà per tutta la vita nel nostro organismo (‘ronda immunitaria') in attesa di attivarsi quando un patogeno uguale o simile a quello per il quale il ‘padre’ si è formato ed è morto, penetrerà nel nostro organismo. I linfociti B e T non hanno gli ‘occhi’ per riconoscere un patogeno amico da uno nemico. Il riconoscimento avviene tramite i determinanti antigenici di superficie. Qualora questa ‘chiave di lettura' assomigliasse ad una qualsiasi cellula del nostro organismo si avrà l’autodistruzione o la malattia autoimmune. Tutto quanto è stato detto, in maniera molto semplificata,è il frutto di anni di ricerca immunologica, che ha avuto un notevole impulso con l'inizio dei trapianti d'organo, grazie al dott. Barnard con il primo trapianto di cuore (HLA di classe 1-2; SOTTOPOPOLAZIONI LINFOCITARE, GRUPPO SANGUIGNO E FATTORE Rh; CITOCHINE; ecc., ecc., ). La dott. KOUSMINE ha avuto il pregio di intuire, con largo anticipo, l’importanza della regolazione del sistema immunitario alterato dalle noxe patogene penetrate nel nostro organismo. Da buona biologa, oltre che ottimo medico, aveva capito che la causa iniziale di una risposta immunitaria come causa di una patologia cronica o autoimmune o tumorale era dovuta per lo più ai batteri gram- che lei testava sistematicamente a tutti i suoi pazienti per poi ordinare un vaccino con il quale stimolasse in senso positivo il sistema immunitario alterato del paziente. Attualmente le conoscenze immunologiche si sono notevolmente evolute per nostra fortuna. Pertanto si puo’ abbinare o alternare alla terapia vaccinica la terapia cosi detta MICROIMMUNOTERAPIA. La microimmunoterapia agisce modulando lo stato immunitario del paziente nel corso di una patologia autoimmune utilizzando, in dosi infinitesimali, sostanze immuno-competenti di sintesi quali le citochine o altri fattori di regolazione immunitaria o gli acidi nucleici specifici del gene implicato nella patologia in questione in modo da modulare l’azione patogena in maniera positiva. È possibile rivolgersi ad un medico kousminiano per ottenere una o l'altra delle terapie, quando egli ritenesse necessario per il paziente completare i quattro pilastri fondamentali del metodo con il quinto pilastro. Cambiamo i ritmi di vita. La malattia è frutto di fattori complessi: i fattori esterni (batteri, virus) non sono quasi mai sufficienti a spiegare da soli l'insorgere di una patologia. C'è sempre un "terreno di coltura" che è dato da uno stress generale - fisico e psichico - della persona: superlavoro, crisi esistenziali, grandi dolori, lutti, isolamento, cattivi rapporti umani, sensazione di fallimento Se non si cambia profondamente lo stile di vita, se non si risolvono le cause dei nostri malesseri interiori, se non si rimediano gli errori più gravi tutte le terapie, anche il metodo Kousmine, saranno scarsamente efficaci: daranno risultati modesti o poco duraturi.Aumentate la qualità della vostra vita: prendetevi più spazi di riposo, diminuite le situazioni che aumentano le vostre tensioni, alimentate le vostre amicizie, migliorate il vostro rapporto con la natura. Una passeggiata in campagna con gli amici, lontano dalle preoccupazioni normali della vita, è probabilmente la più efficacie di tutte le terapie; non basterà da sola, ma è la premessa migliore per la riuscita di tutte le altre.Più a fondo ancora, occorre imparare ad essere più in pace con sé stessi: accettarsi, anche con i propri limiti, i propri handicap; elaborare i lutti; alimentare la propria vita interiore; imparare a vivere momenti di solitudine "ricca". Sarà così possibile vivere positivamente anche i momenti difficili della sofferenza: scoprire che è una prova dolorosa, ma che fa parte della vita, non la rende impossibile. Prudenza e gradualità nell'iniziare L’alimentazione Kousmine va iniziata gradualmente oppure dopo un digiuno di 6 giorni, a giudizio del medico. Iniziare bruscamente un cambio alimentare può creare eccesso di gas intestinale, addome gonfio, lingua bianca, fenomeni di inappetenza. La progressione del cambiamento, se non viene fatto il digiuno, può essere la seguente: Ricostruzione della flora batterica intestinale, secondo le indicazioni del vostro medico; Da subito diminuzione drastica dei grassi saturi: eliminazione delle carni bovine, eliminazione degli insaccati, diminuzione dei latticini (solo yogurt magro e poco latte scremato non a lunga conservazione = 150 cl al massimo); Introduzione da subito dell’olio extravergine di oliva spremuto a freddo come unico condimento oltre ad un cucchiaio di olio di girasole bio spremuto a freddo Fate una colazione abbondante a base di frutta e una proteina (yogurt, tofu o ricotta molto magra): Se non siete abituati ad una colazione abbondante, aumentate gradualmente fino ad arrivare a regime ottimale. La colazione ideale è la crema Budwig; Aumentate gradualmente le verdure crude e cotte; Introducete gradualmente i legumi: dapprima in piccole quantità e a giorni alterni, poi in quantità maggiori; Introducete gradualmente i cereali integrali: cominciate con riso semintegrale e con piccoli quantitativi di farro, orzo, ecc. nelle minestre; proseguite introducendo due volte alla settimana il riso integrale; passate dopo un paio di settimane ad usare solo cereali integrali. 

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